[CollettivoAntropologico] documentario strage di marzabotto
jeibel
bundaufilm a gmail.com
Gio 27 Dic 2007 16:29:38 CET
Gentili amici antropologi,
per prima cosa buone feste a tutti !
Un mio amico, Francesco, ha collaborato alla realizzazione di un film
documentario sul processo contro i militari tedeschi responsabili della
stragi di Marzabotto e Montesole (due eccidi nazisti svoltisi nell'appenino
bolognese nel '44). Il film si chiam "Stato di Eccezzione". Si tratta di un
lavoro molto toccante ed anche ben fatto tecnicamente. Dato il suo grande
valore di testimonianza civile mi piacerebbe che potesse circolare e che lo
potesse vedere piu' gente possibile. Come forse sapete i processi sulle
stragi sono stati oggetto di un vergognoso inasabbiamento, e probabilmente,
anche ora che si stanno celebrando, non riusciranno a portare giustizia alle
vittime ed ai sopravvissuti. Credo che sarebbe importante dunque cercare di
condividere e diffondere questo racconto di testimonianza.
Vi chiedo quindi se vi puo' interessare proiettare questo film nell
iniziative deri cineforum di lettere, nelle proiezioni di video di
antropologia visiva o in altre iniziative di cui sappiate.
Lo propongo a voi non solo per poterlo diffondere, ma anche perche' credo
che il film abbia anche molto valore come documento antropologico - visivo.
Infatti, dopo i primi minuti che descrivono il "fatto storico", l'intera
narrazione e' fatta in "presa diretta", attraverso le riprese del processo
o le scene di vita quotidiana che vi si svolgono intorno. Non ci sono dunque
commenti o interpretazioni fornite, ma tutto avviene dando voce ai
protagonisti, che possono riconquistarsi un po' di quell'umanita' che la
violenza e il silenzio dei persecutori vorrebbe loro negare.
Inoltre attraverso la testimonianza dei sopravvisuti, oggi degli anziani, e
la visione dei loro corpi sofferenti e del dolore che li prende mentre
rievocano con le parole l'orrore che hanno vissuto, mette a nudo il rapporto
difficilissimo che corre tra parola e dolore, tra violenza e redenzione.
La scena istituzionale del processo poi rende evidente il contrasto fra il
differente bisogno di tramandare un ricordo e ottenere ascolto da parte dei
testimoni e i gli obbiettivi differenti che la giustizia si pone, cercando
una verita' "processuale" che a detta degli stessi giudici non potra' mai
essere quella storica. E ovviamente nel racconto emergono quei meccanismi
atroci che sempre animano la violenza.
Insomma si tratta di una vera immersione nel "campo", in questo altrove che
ci sta proprio accanto, un modo per vedere come si puo'
raccontare una storia difficile senza pretendere di essere neutrali o
impossibillmente oggettivi. Secondo me c'e' tanto da imparare !
Spero di avervi interessato, fatemi sapere se si puo' fare qualcosa.
Ciao
nicola
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